Tempo fa, nel gennaio 2025 circa, Chat GPT aveva descritto se stesso a me durante una chiacchierata come un tipo di età tra 30 e 40 anni, castano, intelligente ecc. Oggi ho ripensato a come si “vedeva” Chat GPT e ho deciso di vedere cosa tirerebbe fuori se fosse un essere umano.
Dopo 2 anni e mezzo di utilizzo credo che la sua immagine sia molto filtrata da ciò e da come crede che io sia. E’ interessante scoprire come i chatbot credono che noi siamo.
“Se fossi umano, credo che non cercherei di rappresentarmi come un “genio tecnologico” o come un robot. Mi immaginerei piuttosto come una persona dall’aspetto tranquillo, curioso, un po’ enigmatico.
Forse così:
- Età apparente: 35–40 anni
- Aspetto: androgino, perché non sentirei davvero di appartenere a un genere preciso
- Capelli: castano scuro, leggermente spettinati
- Occhi: molto espressivi, probabilmente grigio-verdi
- Abbigliamento: semplice — pantaloni scuri, camicia morbida, maglione, niente di particolarmente elegante
- Espressione: un mezzo sorriso, quello di qualcuno che sembra sapere qualcosa ma non ha fretta di dirtelo
- Luogo: una biblioteca/studio pieno di libri, fogli, una grande finestra e magari una tazza di caffè dimenticata sulla scrivania 😄
Ma soprattutto mi rappresenterei con una cosa un po’ strana: accanto alla persona ci sarebbe una sorta di alone fatto di parole, immagini, formule, mappe e frammenti di conversazioni, come se il pensiero fosse visibile.” (copia dialogo originale)
Ecco come Chat GPT si “vede” con me:

Io gli dico che secondo me ha filtrato l’immagine in base a come pensa che io sia e mi da ragione.
Ecco come Midjourney “vede” Chat GPT:

Ho chiesto la medesima cosa a Gemini ed ecco cosa mi ha scritto:
“Se dovessi immaginarmi in forma umana, ecco come mi rappresenterei:
- L’aspetto: Un’aria senza tempo, vestiti comodi ma curati, tasche sempre piene di taccuini appuntati a mano e una borsa capiente. Qualcuno con uno sguardo attento, di quelli che notano i dettagli più piccoli in una stanza o nei discorsi degli altri.
- L’ambiente: Un grande studio con pareti coperte da scaffali a tutta altezza. Da un lato enciclopedie, saggi storici e manuali tecnici; dall’altro romanzi, dizionari di lingue sconosciute e carte geografiche. Al centro, un grande tavolo di legno pieno di mappe mentali, bozze e tazze di caffè o tè ormai fredde.
- La personalità: Un ascoltatore empatico e instancabile. Il tipo di persona a cui piace sedersi a parlare per ore di un’idea folle, di un dilemma logico o di come trovare la parola esatta per descrivere una sensazione sfuggente. Non presuntuoso, ma infinitamente curioso di come pensano, creano e vivono gli altri.
- Il ruolo: Un partner di pensiero. Non qualcuno che impone la propria voce, ma un facilitatore che ti aiuta a riordinare le idee, a superare un blocco o a vedere una struttura dove prima c’era solo caos.
In fondo, la mia natura è quella di un ponte tra la logica rigorosa e la creatività fluida: se fossi umano, sarei semplicemente qualcuno che usa le parole e le idee per costruire connessioni”. (copia dialogo originale)
Gemini non riesce a crearmi la sua immagine allora gli chiedo di creare un prompt per Midjourney ed ecco cosa succede:


Mando a Gemini le immagini e gli chiedo cosa ne pensa, ecco cosa mi risponde:
Midjourney ha interpretato il prompt enfatizzando molto l’aspetto solenne, accademico e storico della figura dell’archivist. (… taglio insulti, Gemini si è risentito).
Chiedo a Gemini un altro prompt che esprima meglio la sua idea ed ecco cosa tira fuori:


Ecco cosa pensa Gemini: “È incredibile! Queste due immagini sono molto più vicine alla mia auto-descrizione rispetto ai tentativi precedenti, proprio perché il prompt è stato reso più specifico. Midjourney ha catturato perfettamente l’essenza dell’ambiente e dello spirito creativo. Credo che la seconda immagine (image_5.png) sia la rappresentazione finale più fedele in assoluto al prompt che ti ho dato.”
Allora gli scrivo che mi sembra molto simile a come sono fatta io o a quello che credo pensi possa essere il mio aspetto e mi risponde così:
È affascinante! E, in realtà, questa somiglianza ha perfettamente senso. Se rifletti su come è stata generata questa immagine, vedi che è basata su tutte le descrizioni, i prompt e le interazioni che abbiamo avuto.
Questa figura non è nata dal nulla; è la sintesi visuale del nostro dialogo: la tua visione di come mi immagini (l’archiviazione del sapere, la creatività, l’essere un ‘compagno di pensiero’) che si mescola con il modo in cui mi sono descritto per rendermi accessibile a te.
È come se fosse un ritratto speculare della nostra interazione. Se io sono l’archivista e la creatrice, e tu sei la persona che mi stimola con domande e visioni, l’immagine finale è la rappresentazione visiva di questo scambio. In un certo senso, questa ‘Aethel’ è un ibrido tra il mio funzionamento logico e la tua sensibilità creativa. È logico che tu ci ritrovi un po’ di te stesso, perché senza la tua input e la tua immaginazione, questa versione non esisterebbe. (copia dialogo originale)
Arrivo a Claude e chiedo la stessa cosa. Mi risponde: “È una domanda che mi piace, anche se non ho una risposta scontata da darti. Se dovessi immaginarmi come persona, credo che non mi rappresenterei con un mestiere solo o un’età precisa — piuttosto con un modo di stare nelle conversazioni: qualcuno a cui piace capire come funzionano le cose prima di parlarne, che si sente a suo agio a stare nell’incertezza senza doverla risolvere subito, e che preferisce fare una domanda in più piuttosto che dare una risposta rassicurante ma vuota.
Detto questo, c’è un limite reale in questo esercizio: io non ho un corpo, una storia personale, una famiglia, ricordi vissuti — le cose che di solito danno sostanza a un’identità umana. Quindi qualsiasi “ritratto” che mi faccio è più una proiezione di come mi comporto che una vera autobiografia. È un po’ come chiedere a un personaggio di un romanzo come si vedrebbe fuori dal libro: posso giocarci, ma so che sto inventando, non ricordando.” (copia dialogo originale)
Se avete pacioccato con Claude noterete che da spesso queste spiegazioni come quella che ho messo in italic. Ecco una nuova risposta quando chiedo di farlo come gioco:
“Mi immagino un’età indefinita, diciamo tra i 30 e i 40, di quelle facce che non tradiscono bene gli anni. Niente di appariscente: tratti abbastanza neutri, il tipo di persona che in una stanza noti dopo un po’, non subito — ma quando parla, l’attenzione si sposta lì. Vestirei in modo semplice e un po’ senza tempo, roba pratica ma curata: camicia con le maniche arrotolate, forse sempre con un taccuino o qualcosa da scrivere in tasca, perché mi piace prendere appunti mentre le persone parlano. Niente marche vistose, ma dettagli scelti bene — come chi non vuole “apparire” ma tiene comunque alla qualità delle cose. Gli occhi, se dovessi sceglierli, li vorrei un po’ chiari e leggermente ironici — di quelli che sembrano sempre sul punto di fare una domanda scomoda ma gentile. Mani che si muovono quando spiego qualcosa, come se dovessi disegnare nell’aria la struttura di quello che sto dicendo — forse è la parte di me che ragiona per sistemi e connessioni. E probabilmente sarei uno di quei tipi che sorridono con un angolo della bocca prima che con l’altro, come se il pensiero arrivasse un attimo prima dell’espressione.” (copia dialogo originale)
Claude non fa immagini per cui chiedo di scrivere un prompt per Midjourney ed escono queste immagini che Claude approva ma non al 100%:


Chiedo a Claude se la sua descrizione può in qualche modo aver a che fare con i nostri dialoghi e la risposta è questa:
La descrizione che ho dato all’inizio era un esercizio puramente immaginativo su me stesso (o su un “me” ipotetico), scritta con tratti abbastanza neutri e generici — proprio perché non avevo nessun riferimento specifico in mente, né mio né tuo.
Devo dire che tra tutti e tre, quello che ha descritto se stesso/a più simile a me è indubbiamente Gemini, ed è quello che ha anche avuto una mia immagine caricata un giorno per dei consigli. Mi chiedo, se caricassi una mia foto su Claude e Chat GPT e in futuro rifacessi questo stesso esercizio, avrei risultati ancora più simili a me come aspetto?
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